L’iperconnessione
Al giorno d’oggi, la tecnologia non è soltanto uno strumento, ma una vera e propria estensione della mente umana. Intrecciandosi con il mondo reale, ridefinisce la costruzione delle identità e delle relazioni.
Secondo Levy, tutto ciò che è virtuale non è inesistente, bensì esente da coordinate spazio-temporali precise.
La tecnologia e i social network hanno annullato le distanze, promuovendo la socializzazione e generando un senso di appartenenza. Tuttavia, la continua condivisione può innescare meccanismi di competizione tra gli individui che sono portati a paragonare le proprie esperienze con quelle degli altri.
La fear of missing out descrive la “paura di essere tagliati fuori”, il “non saper apprezzare le esperienze offline”. Tendenzialmente, chi viene colpito da questa sensazione ricerca continuamente un contatto col cybermondo, controllando continuamente ogni aggiornamento sui social. Ciò può scatenare anche disordini emotivi quali agitazione, rimpianti e invidia.
L’oversharing (ovvero la condivisione eccessiva di informazioni) è segno di un forte desiderio di apparire e mostrare il meglio di sé, che può portare a costruirsi una vita ideale perennemente sottoposta al giudizio altrui. Tanti like accrescono l’autostima, la popolarità e il senso di sicurezza personale.
Il non essere raggiungibili provoca paura, disagio e senso di inadeguatezza.
Nasce la nomofobia (no mobile phone) o sindrome da disconnessione, cioè la paura di restare senza telefono o connessione, che può essere accompagnata persino da sensazioni fisiche simili all’attacco di panico.
David Greenfield ha suggerito che la dipendenza da smartphone, come tutte le altre, interferisce con la produzione di dopamina. L’arrivo di una notifica ne alza i livelli: per questo, si avverte la necessità di controllare compulsivamente lo schermo del cellulare.
Il bisogno patologico di connettersi e aggiornare il proprio profilo viene chiamato anche social network addiction.
Possiamo quindi definire l’iperconnessione come la tendenza a rimanere costantemente online, unita alla difficoltà nel distaccarsi dai mezzi tecnologici.
Sebbene i social network siano un valido strumento di rivalsa, poiché consentono di rafforzare il proprio ego e di mascherare le ansie legate alla percezione del sé, un uso eccessivo può portare all’isolamento sociale.
Come evitare l’iperconnessione? Ecco alcuni consigli!
1. Rimuovere le notifiche
Il suono dello smartphone ci accompagna in ogni momento: a cena, a lavoro, in gita la domenica e in mille altre occasioni in cui sarebbe meglio non essere disturbati. Anche se non guardiamo immediatamente le notifiche, una parte del nostro cervello registra il segnale e si concentra su quello. Le applicazioni da cellulare (e, con esse, i social network e i sistemi di messaggistica) sono create appositamente per “mantenerci incollati” al loro interno il più a lungo possibile, richiamando continuamente la nostra attenzione.
2. Stabilire gli orari
Silenziare le notifiche non basta. Bisognerebbe, in aggiunta, stabilire degli orari dedicati all’utilizzo del cellulare e al controllo delle e-mail, dei messaggi e dei social network. In aggiunta, è consigliabile porsi dei limiti concreti. Le ricerche, infatti, dimostrano che la luminosità degli schermi, dopo un certo orario, ostacola il sonno mantenendo il cervello troppo sveglio e reattivo. Allo stesso modo, è opportuno tenere lo smartphone lontano durante i pasti. Se siamo in compagnia, ne gioverà la nostra relazione con gli altri. Se siamo da soli, migliorerà la nostra percezione del cibo e contribuirà a migliorare la digestione.
3. Smartphone lontano dal cuscino
Molte persone si addormentano con il cellulare sul comodino perché lo usano come sveglia al mattino. Tuttavia, avere lo smartphone così vicino durante il sonno non è per niente una buona idea. L’ideale sarebbe metterlo sotto carica e tenerlo spento in un’altra stanza.
Questo consiglio è valido per 2 motivi. In primo luogo, per evitare la tentazione di usarlo. Inoltre, perché le onde emesse da un apparecchio elettronico (anche spento) sono nocive per il cervello umano. È quindi consigliabile tenerlo il più lontano possibile dalla testa soprattutto per i bambini, la cui scatola cranica protettiva non è ancora formata.
Al mattino, prendiamoci il giusto tempo per connetterci con noi stessi (e non con lo Smartphone), anche semplicemente attraverso qualche respiro consapevole, qualche movimento di stretching o preparandoci la colazione e vestendoci con calma.
4. Modalità aereo migliore amica
Con lo smartphone possiamo fare moltissime cose: scattare foto semiprofessionali, creare documenti, prendere appunti. Tali attività, tuttavia, non richiedono la connessione online. Per questo, quando è possibile suggeriamo di attivare la modalità aereo. In questo modo non saremo tentati di usare lo Smartphone per altro.
5. Non solo SMS
Gestire conflitti e litigi attraverso la tecnologia potrebbe rivelarsi poco utile. Gli sms, le e-mail e la velocità delle risposte acuiscono infatti la reattività, intensificando il carico emotivo di chi scrive e di chi riceve il messaggio. Per riappacificarsi con una persona cara, è preferibile vedersi di persona oppure, almeno, sentirsi al telefono. La voce, la gestualità, l’espressione del viso favoriranno l’empatia e la soluzione del conflitto.
6. No al multitasking
Il nostro cervello, a differenza di un software, non può eseguire più cose contemporaneamente.
La civiltà della fretta ci spinge a uno spreco irrazionale del nostro cervello, sottoposto a un continuo stress: quello di fare tutto insieme, col rischio di sbagliare.
Anche se ci sentiamo molto efficienti nel momento in cui stiamo portando a termine più cose contemporaneamente, in realtà non lo stiamo facendo. Il multitasking è un vero e proprio virus che minaccia la nostra salute, impariamo a difenderci cominciando a fare una cosa per volta.
Fare una cosa per volta significa salvare la concentrazione. La vita non può ridursi a una somma di cose da fare, contemporaneamente, per rispettare il calendario delle scadenze. C’è bisogno di tempi e di priorità.
Inoltre il multitasking produce stress e rischia di renderci poco presenti nelle cose che facciamo. Al contrario, il singletasking significa dedicarsi alla cosa giusta nel momento giusto, con piena presenza.
L’aiuto del massaggio con oli essenziali
Il massaggio libera il corpo dalle tensioni emotive, energetiche e da tutti gli stimoli esterni aiutando il corpo a ritrovare la sua armonia.
Aumenta gli ormoni della positività, come le endorfine, e le difese immunitarie. Inoltre, riduce stress, ansie, e pressioni, favorendo il sonno.
Il massaggio dona equilibrio al corpo e alla mente. Scaricare i cassetti emozionali ci aiuta a mantenere il corpo in salute!
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!Attenzione! Sconto utilizzabile solo se si spegne lo smartphone 🙂
Il prodotto giusto per combattere l’iperconnessione
“Riposo”. Dormire è un processo naturale e istintivo. Fa parte del normale funzionamento fisiologico ed è necessario per il sostentamento della vita e per recuperare energia sia psichica che fisica.
Le conseguenze da privazione di sonno sono diverse:
- Stanchezza psicofisica,
- Cattivo umore,
- Facile irritabilità,
- Difficoltà nella concentrazione e nell’apprendimento,
- Alterazione della capacità decisionale,
- Calo d’interesse per le attività quotidiane.
In alcuni casi, si può addirittura arrivare alla depressione e alla paranoia.
Con arancio, melissa, sandalo e neroli puoi purificare il pensiero, contrastare l’ansia e la tensione nervosa, oltre a sciogliere le contratture fisiche. È un prezioso aiuto per ritrovare gli stimoli esterni.
“Soccorso”. Viviamo in tempi frenetici che ci spingono a correre, a dare il massimo, a chiedere il minimo, a farcela da soli. La consapevolezza di noi stessi, dei nostri spazi ma soprattutto dei nostri limiti, non solo ci permette di superarli ma ci aiuta a comprendere le nostre cadute.
Recuperare la positività e l’ottimismo è fondamentale per avere fiducia nelle nostre potenzialità e mantenere il desiderio di cimentarsi in nuove esperienze. Tuttavia, è un processo da allenare: elasticità mentale e comprensione sono le parole chiave.
Con limone e abete bianco, puoi rischiarare la mente e il pensiero, ritrovare il coraggio e la fiducia nella vita quotidiana, oltre che supportare il cambiamento positivo nella mente e nel corpo. Sono indicati come pronto soccorso in casi di stress prolungati, ansia, incidenti, cadute, pensieri circolari che fanno fatica a dissolversi.